mercoledì 19 maggio 2010

DEBUTTO SUL PALCOSCENICO PER GLI STUDENTI DEL LABORATORIO TEATRALE

Debutto sul palcoscenico per gli studenti del liceo dello Spettacolo e degli istituti superiori “Olga Fiorini”: gli alunni della scuola bustocca hanno interpretato al Teatro del Popolo di Gallarate un copione tratto dal famoso romanzo di Ray Bradbury “Fahrenheit 451”. “Burn” è il titolo dell’opera messa in scena nell’ambito del festival Laiv Action, organizzato dalla Fondazione Cariplo come momento finale di verifica del progetto Laiv (Laboratorio delle Arti Interpretative dal Vivo).
Lo spettacolo è ambientato in un possibile futuro nel quale, per volontà popolare, i libri sono stati banditi ed è stato creato un corpo di vigili del fuoco che hanno come compito quello di bruciare tutti i volumi in circolazione e di deportare gli incauti possessori. La messinscena si avvale di una scenografia essenziale, fatta di torri di libri e di un barile, che rievoca i falò. Gli attori, Davide Bordin, Giovanni Cabiola, Samantha Gaspari, Sara Giovinazzi, Federico Siragusa, Francesco Spensatello, tutti alla prima esperienza, hanno dato buona prova di sé, interpretando con convinzione e precisione i personaggi loro affidati.
Lo spettacolo ha riscosso un certo successo ricevendo i complimenti del pubblico, costituito per lo più dagli studenti delle altre scuole impegnate nelle rappresentazioni, e anche quelli degli organizzatori. Non è mancato, al termine del pomeriggio, un buffet offerto dalla Fondazione ai ragazzi.
Lo spettacolo andrà nuovamente in scena il 30 maggio in seno alla rassegna “Assicurarsi ai sedili”, patrocinata dalla Regione Lombardia, dalla Provincia di Milano e dall’Agis (Associazione generale italiana dello spettacolo), nella sezione dedicata alle scuole. La manifestazione, che avrà come teatro il Parco dei Fontanili a Rho, con ingresso da via San Martino, prenderà il via alle 14.30 e si concluderà alla sera con un momento conviviale, caratterizzato da un buffet e dalla rappresentazione di una compagnia di professionisti, entrambi offerti dall’organizzazione. Sono ovviamente invitati tutti gli studenti dell'istituto insieme alle loro famiglie.

martedì 18 maggio 2010

PALLAVOLO FEMMINILE, LE RAGAZZE DEL "PANTANI" CAMPIONESSE PROVINCIALI

E' stata una vittoria schiacciante quella riportata dalle ragazze del liceo dello Sport “Marco Pantani”, che si sono aggiudicate il campionato provinciale studentesco di pallavolo femminile, per la categoria juniores. La squadra capitanata da Gaia Accoto e allenata dall’insegnante Sergio Della Valle ha sconfitto, infatti, per 3 a 0 la formazione dell’Itpa di Tradate nella finale che si è disputata questa mattina nella palestra delle scuole medie di Jerago con Orago.
Tra i tifosi che hanno assistito alla partita anche il nostro direttore Mauro Ghisellini, che si è poi congratulato con le campionesse, alle quali vanno inoltre i complimenti del preside Rosario Vadalà, degli insegnanti e di tutti gli studenti dell'istituto.
Non meno meritevoli i ragazzi del "Pantani" che, sempre questa mattina, hanno conquistato il titolo di vicecampioni provinciali nel torneo studentesco di calcio a cinque: la squadra guidata dal capitano Luca Blanco e allenata dal docente Davide Tomanin si è infatti piazzata al secondo posto, perdendo ai calci di rigore contro l'istituto Newton di Varese, al termine del triangolare che ha coinvolto anche l'Itc Gadda di Gallarate.

giovedì 15 aprile 2010

GIOVANNI SCAMPINI VINCE CON IL MILAN LA COPPA ITALIA PRIMAVERA

Complimenti a Giovanni Scampini, studente di quinta liceo, che ha conquistato la Coppa Italia Primavera con la maglia del Milan. Nella finale di ritorno contro il Palermo andata in scena ieri sera a San Siro, i rossoneri hanno infatti sconfitto per 2 a 0, grazie alle reti messe a segno da Simone Verdi e Gianmarco Zigoli, gli avversari siciliani con i quali avevano concluso in pareggio la gara d'andata, finita 1 a 1.
Per il diciottenne centrocampista del "Pantani" è stata la seconda partita disputata sul campo del “Meazza”: senza dubbio una grande soddisfazione per lui e per i compagni di squadra poter calpestare l'erba di questo tempio del calcio. E, soporattutto, realizzare il sogno di aggiudicarsi per la seconda volta, dopo 25 anni, il trofeo che nel 1985 fu alzato dai giovanissimi Paolo Maldini e Alessandro Costacurta, nonché dall'allora diciassettenne Giovanni Stroppa, che ha adesso riconquistato la Coppa nelle vesti di allenatore del vivaio.
Peccato solo per l’infortunio muscolare che ha costretto Scampini a uscire al 40’: nulla di grave per il numero 10, già convocato anche in prima squadra e al quale non si può che augurare una brillante carriera.

giovedì 1 aprile 2010

BUONA PASQUA

Il direttore Mauro Ghisellini, il dirigente scolastico Rosario Vadalà, i coordinatori del liceo Sara Ciapparella e Luigi Iannotta, gli insegnanti e l'intero personale dell'istituto "Olga Fiorini" augurano una buona Pasqua a tutti gli studenti e alle loro famiglie.

giovedì 25 marzo 2010

IL CAMPIONE DI APNEA GENONI PRESENTA LA SUA FICTION AL "PANTANI"

E’ una fiction nella quale interpreta sé stesso quella che Gianluca Genoni, recordman mondiale di apnea subacquea in assetto costante e variabile nonché di apnea statica, ha presentato questa mattina agli studenti del “Pantani”. Quella proiettata per gli alunni delle prime tre classi del liceo sportivo e degli istituti superiori “Olga Fiorni” è un’anteprima di 40 minuti, in cui sono raccolti spezzoni delle otto puntate prodotte dalla tv argentina, che ha scelto come protagonista il campione bustocco.Non è un caso se l’incontro con l’atleta è stato inserito nel programma del Busto Arsizio Film Festival (Baff): nessuna occasione sarebbe stata più adatta a “promuovere” la serie per il piccolo schermo, che vede Genoni intraprendere un viaggio per tornare nel Mar Rosso allo scopo di posizionare una targa nel punto in cui ha stabilito, nel 2006, il suo ultimo record mondiale in assetto variabile, raggiungendo i 141 metri di profondità. Il set è quindi ambientato in tre diverse località: la sua Busto Arsizio, la Liguria, regione in cui l’atleta si allena e ha realizzato la maggior parte dei suoi primati, e infine l’Egitto, dov’è rimasto 7 giorni per riuscire a collocare sul fondale la lastra che ricorda il suo record e che rimarrà come «punto di riferimento per i subacquei che lì si immergono», ha spiegato il campione. A rendere più coinvolgente la trama della fiction contribuisce anche la discussione con la compagna Paola, che ha programmato altri impegni con il fidanzato e che non vuole quindi lasciarlo partire.
Si tratta, insomma, di una storia che alterna «pezzi di vita normalissima a imprese subacque», ha commentato Emilio Bottini, uno dei responsabili del Baff. La serie permette inoltre di ammirare i «fondali molto belli» del Mar Rosso, come ha osservato Genoni, sottolineando il contrasto con «la sporcizia esterna: a maggio partiremo per pulire e mantenere in ordine questo posto così bello, rovinato purtroppo dalla maleducazione delle persone».


Genoni non ha mancato di raccontare ai ragazzi il percorso che l’ha portato a esplorare gli abissi, dopo aver praticato nuoto agonistico fino ai 20 anni, quando ha iniziato a immergersi in piscina per «una sfida con gli amici, per vedere chi riuscisse a stare sott’acqua di più». E’ così che ha deciso di dedicarsi all’apnea, segnando nel 1996 il suo primo record mondiale in assetto variabile, scendendo fino a 106 metri con un peso di 130 chili per poi risalire con le pinne e a forza di braccia. Un primato segnato proprio a Siracusa, la stessa città di un altro grande apneista italiano, Enzo Maiorca. L’atleta si è poi soffermato sulle caratteristiche fisiche che favoriscono l’apnea, come una buona capacità polmonare e una bassa frequenza cardiaca: nel caso di Genoni, 40 battiti al minuto a riposo. Doti che permettono al bustocco di riuscire a rimanere sott’acqua senza respirare per ben 18 minuti, tempo con il quale ha realizzato il suo record di apnea statica in ossigeno.Quanto ai tanti mesi di allenamento per riuscire a mettere a segno un primato, «la preparazione è molto lunga, ma è indispensabile per riuscire a fare tutto in sicurezza», ha puntualizzato lo sportivo, che è accompagnato nelle sue discese in mare da una squadra di sommozzatori e che ha deciso di lasciare l’immersione «no limits» dopo un incidente che l’ha visto svenire sul fondale: si tratta, fra l’altro, di una specialità nella quale «anche altri atleti si sono infortunati».
Genoni ha provato perfino a immergersi a Cervinia a 60 metri sotto il ghiaccio a un’altezza di oltre 3mila nonché in un lago sull’Everest, a più di 5mila metri d’altezza, dove non è riuscito a resistere in apnea oltre i 2 minuti «per l’acqua fredda e la carenza di ossigeno». Segno che è «impossibile fare sport sopra i 5mila metri, dove bisogna soltanto cercare di sopravvivere».

lunedì 22 marzo 2010

JOBEY THOMAS: "LO SPORT RIEMPIE LA VITA"

«Lo sport è un modo di vivere sano: è qualcosa che riempie totalmente la vita». Parola di Jobey Thomas, cestista statunitense della Pallacanestro Varese, che ha incontrato questa mattina gli studenti del “Pantani”, invitandoli a coltivare sempre la loro passione sportiva, anche a livello amatoriale.
Quello tra il campione americano e gli alunni del triennio liceale è stato un dialogo vivace, che ha visto l’atleta di A1 alternare l’inglese all’italiano, di cui peraltro ha un’ottima padronanza, permettendo così ai ragazzi di mettere alla prova la loro conoscenza della lingua straniera. Lingua nella quale hanno posto alcune domande all’ala della Cimberio, squadra dove il giocatore è approdato lo scorso settembre dopo una stagione all’Olimpia Milano. La sua esperienza, del resto, è molto simile a quella di tanti allievi del “Pantani”, molti dei quali si allenano a ritmo serrato: proprio come Thomas, che negli anni in cui frequentava l’high school nel North Carolina aveva conseguito ottimi risultati sportivi, grazie ai quali si era meritato una borsa di studio per l’università. La stessa università dove gli piacerebbe tornare in futuro come allenatore nella squadra in cui ha giocato: è proprio quello di “coach”, infatti, il ruolo che l’atleta immagina per sé al termine della carriera agonistica, che desidera concludere in Italia, dove ormai gioca da sette anni.
Come tutti i giovani cestisti americani, anche Jobey sognava di entrare nell’Nba, dove anche dopo l’inizio della sua avventura in Italia, cominciata a Imola nel 2003, aveva provato a inserirsi in diverse squadre, ma «nessuna mi ha garantito un contratto: ho perciò deciso di rimanere in Europa». Tra le partite più belle che porta nel cuore quella vinta lo scorso anno, con i colori milanesi dell’Armani Jeans, contro il colosso del Cska Mosca.

L’incontro con Thomas si è inoltre rivelato una preziosa occasione per mettere a confronto gli stili di vita italiano e americano: quest’ultimo, a detta dell’atleta, molto più frenetico. L’Italia ha invece «una mentalità diversa», più attenta alle relazioni umane: «Qua la gente sta sempre insieme». Un modo di vivere che il campione ha fatto proprio, pur venendo da un Paese come gli Stati Uniti, dove «molti sono convinti che il proprio stile di vita sia il migliore». Da qui l’invito agli studenti a «trascorrere un periodo, anche breve, all’estero, magari cogliendo qualche opportunità offerta dallo sport, per allargare gli orizzonti».
La coordinatrice del liceo Sara Ciapparella non ha infine mancato di rivolgere, a nome di tutti gli studenti, gli auguri di buon compleanno a Thomas, che festeggerà 30 anni proprio mercoledì 24 marzo.

SLALOM GIGANTE E SUPER G: LUCA LANFRANCHI DUE VOLTE CAMPIONE

Ha vinto i due campionati provinciali di slalom gigante e di super G, aggiudicandosi anche il secondo posto in quello di slalom speciale: è stata insomma una stagione più che brillante quella di Luca Lanfranchi, studente della classe I B. Il promettente atleta dello Sci club Malnate ha inoltre conquistato l'argento nella gara “Max contro tutti”, che ha visto la partecipazione di Massimiliano Blardone, discesista di Coppa del mondo.
Quella per lo sci è una passione che l’alunno del “Pantani” coltiva da quando aveva 3 anni: «E’ stato subito emozionante», racconta Luca, che fin da piccolo ha sempre amato la montagna, dove «passavo moltissimo tempo: estate, inverno, ogni volta che i miei genitori erano liberi da impegni, si trascorrevano giornate tra i monti. Forse è per questo che ho deciso di praticare uno sport che senza montagna e senza tutto ciò che è la montagna non esisterebbe: lo sci».

Con il passare del tempo, continua lo studente, «dopo sette anni che praticavo questo sport, decisi di farlo diventare il mio primo sport, iscrivendomi a una squadra agonistica di un paese vicino a Varese: lo “Sci club Malnate”». Da quel momento in poi «le uscite aumentavano e così anche gli impegni, ma per me non era un peso e non lo è tuttora».
E’ ormai da otto anni che Luca e gli sci sono inseparabili, ma per la giovane promessa dello sport ogni discesa è come se fosse la prima: sì, perché «l’emozione di portare un attrezzo a velocità elevate, mentre scivola sulla neve tra panorami e scenari mozzafiato, e la sensazione di sentirsi libero da tutto e da tutti mentre ti sembra di volare, quelle ci sono ancora».

Nel video che segue, Luca in allenamento.